Il panzerotto, patrimonio dell’umanità

Panzerotti pugliesiCome molti di voi già sapranno, la Puglia oltre ad essere un luogo meraviglioso per rifocillare lo spirito è anche il luogo ideale per abbandonarsi ai piaceri del cibo. Sono un tantino di parte per affermare che la cucina pugliese è la migliore del mondo, ma non penso di sbagliarmi poi di tanto.

Inauguro così la categoria delle ricette pugliesi con un must: il panzerotto. Ha la forma del calzone ma non è cotto al forno, è rigorosamente fritto. La sua pasta croccante e quel cuore ripieno al suo interno, ne fanno uno di quei piatti che dovrebbero essere considerati ‘patrimonio dell’umanità’. Vi lascio la ricetta per chi volesse provare a cimentarsi a casa con il panzerotto… anche se vi consiglio vivamente di venirmi a trovare e mangiarli direttamente in terra pugliese!

Ingredienti (per dieci panzerotti):

– 350 grammi di farina

– 1 pacchetto di lievito di birra

– 1 cucchiaino di zucchero

– 2 cucchiaini di sale fino

1 cucchiaio di olio d’oliva

– 200 ml di acqua tiepida

Per il ripieno:

– sugo di pomodoro fresco con olio, cipolla e origano

– mozzarelle

– olive

– tonno

– e tutto quello che vi viene in mente…

L’impasto è molto simile a quello della pizza: versate il cucchiaio d’olio nella conca della farina, poi aggiungete mezzo bicchiere (dei 200 ml) di acqua tiepida in cui ci avete sciolto il sale, poi versate un altro po’ d’acqua in cui ci avete sciolto il lievito e cominciate a impastare. Aggiungete via via l’acqua rimanente fino a quando l’impasto non è bello morbido (come quello della pizza in quanto a consistenza), bastano 10 minuti appena di lavorazione. Mettete l’impasto al caldo a lievitare, rispolverando qualche bella coperta invernale, e lasciate lievitare per un’ora e mezza.

Intanto preparate il ripieno: va detto che da città a città cambia il ripieno del panzerotto, per cui quello con pomodoro, mozzarella e oliva è quello base, per il resto date sfogo alla fantasia (anche le acciughe possono essere un’ottima soluzione, così come l’aggiunta di tonno o capperi). Il sugo, fatto con un soffritto di cipolla, pezzi di pomodoro, origano e sale, può anche essere passato (quindi potete anche utilizzare la salsa già pronta, ma occhio quando addentate il panzerotto a non farvi colare il sugo bollente sul corpo) però per me è più gustoso il pomodoro fresco a pezzetti, ma è solo una questione di gusti. Mentre il sugo cuoce, tagliate la mozzarella a dadini e lasciatela in un piatto coperto e posto in maniera obliqua così da poter eliminare l’eccesso di latte. Prendete la pasta ormai lievitata e stendetela con un mattarello con uno spessore di mezzo centimetro. Aiutatevi con una coppetta e ritagliate tanti piccoli dischetti di pasta di un diametro intorno ai 16-17 cm. Mettetici il condimento (non tantissimo perchè altrimenti il panzerotto potrebbe aprirsi durante la frittura) leggermente decentrato verso una parte e poi rimboccate l’altro lato del disco, premendo bene con i polpastrelli sui bordi così che non si apra (aiutatevi anche con una forchetta). E poi dritti verso l’olio bollente dove  i panzerotti si frigeranno fino ad avere un colore dorato bellissimo. Ricordatevi che uno tira l’altro, ma sono anche un po’ pesantucci. Il mio record personale si ferma a 7 panzerotti consecutivi. Se qualcuno di voi riesce a fare meglio me lo dica subito!

Buon appetito

Preparazione panzerotti  Condimento panzerotti  Panzerotti in preparazione

Panzerotti pronti per la frittura     Pronti da mangiare

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3 thoughts on “Il panzerotto, patrimonio dell’umanità

  1. Ecco..qui sorge il primo dissidio tra Salento Nord e Salento Sud.
    Per me il panzerotto è la crocchetta di patate fatta con la mentuccia fresca.
    Mentre quello che il resto della puglia chiama panzerotto e che vedo qui è semplicemente il CALZONE FRITTO.

    La sostanza è che in versione Nord o Sud..’sto panzerotto sempre buono è!!

  2. Pingback: Il fascino nascosto di Otranto | Anch'io Puglia

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