Il fascino nascosto di Otranto

Il mare di OtrantoCon tutta questa pioggia, questo grigio, questo inverno lunghissimo, c’è solo una cosa da fare: chiudere gli occhi e pensare al caldo, al sole, ai posti fantastici da visitare o già visitati.

E allora se volete un consiglio, io sono un’esperta di viaggi immaginari! E se vi fidate di me (sono quella che vi ha dato la ricetta dei panzerotti, quindi un po’ di fiducia me la merito) vi porto… ad Otranto, il gioiello più orientale della nostra penisola. Mi piace l’idea che le carte nautiche segnino a Punta Palascìa (nota anche come Capo D’Otranto) il luogo di separazione tra il Mar Ionio e quello Adriatico, oppure della loro unione (dipende dai punti di vista).

L’ultima volta che mi sono riempita gli occhi delle bellezze di questo luogo è stato ad agosto 2013, durante l’ormai celebre #Pugliatour.

La cosa che più mi piace di Otranto è che ha un fascino un po’ nascosto, decisamente non ostentato. Se guardate Otranto dal mare, lo vedrete snodato orizzontalmente sulla costa su vari livelli. Non ha l’impatto scenografico di un Polignano a Mare, tanto per citarne uno. La sua bellezza mozzafiato la scopri dall’interno: il centro storico è forse più bello di quello che ti aspetti. Il suo “accesso” più caratteristico è probabilmente quello da Piazza Castello: l’enorme cinta muraria e le torri del Castello Aragonese sembrano abbracciarti e spingerti in un’altra dimensione, in un’altra epoca. Si vede che il Castello di Otranto porta con sé segni evidenti delle sue diverse epoche e dei suoi diversi padroni (un po’ di Svevia, una goccia di Turchia, e una manciata d’Aragonese). Però è imponente e ti lascia la voglia di “circumnavigarlo”.

Centro storico di OtrantoMa la magia di quei vicoli del centro storico e delle sue botteghe non può certo aspettare troppo. Se volete un consiglio, visitatelo in primavera nel primo pomeriggio, la luce è perfetta e il silenzio ve lo fa apprezzare ancora di più. E poi dimenticate cartine e Google Maps: è assolutamente necessario perdersi, lasciandosi guidare dai vicoli che più di altri ci parlano e ci attirano. Quando vi perdete tra quelle viuzze, con l’azzurro del mare alle spalle e l’azzurro del cielo in alto, e vi ritrovate a salire verso la Cattedrale dell’Annunziata, preparatevi: l’immenso mosaico sull’intero pavimento della chiesa vi lascerà di stucco.

Devo essere sincera: non sono un’esperta di arte medievale e normalmente, a livello di emozioni, preferisco un dipinto impressionista ad un mosaico del 1100. Però quando sono entrata nella Cattedrale dell’Annunziata ne sono stata rapita: un immenso Albero della Vita, in cima al quale troneggia la scena del Peccato Originale e la cacciata di Adamo ed Eva dal Giardino dell’Eden. E poi accanto a immagini “tradizionali” come la storia di Caino e Abele o il Diluvio Universale, in questo mosaico esteso per più di 16 metri ci trovi simboli indecifrabili e figure allegoriche di cui sfuggono i significati, specialmente nel contesto di una chiesa cristiana.

ll mosaicoL’interpretazione di questo mosaico unico nel suo genere è stata più volte messa in discussione, dando vita a quello che viene definito “l’enigma di Otranto”(sono stati pubblicati diversi libri sull’argomento, se vi incuriosisce potete approfondire per esempio qui). Quindi se vi trovate in questo angolo paradisiaco è d’obbligo passare almeno 30 minuti a scrutare in lungo e in largo questa meravigliosa opera d’arte frutto di una scelta certamente minuziosa, tassello per tassello.

Dalla penombra della Cattedrale tornate verso il sole e scendete verso il Lungomare degli Eroi. Ammirate quell’incontro di due azzurri, tra cielo e terra. Chiudete gli occhi e respirate a pieni polmoni l’odore di mare. Concentratevi sui rumori: la gente in spiaggia, le onde del mare, gli anziani che chiacchierano, i pescatori sulle barche. Non è uno spettacolo unico?

E guardate che è tutto vero, fuori non sta piovendo e l’estate per arrivare. Guardate qui!

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